La storia di Casa Crotta

2016: Nascita del progetto Casa Rifugio Crotta

Nel 2016 la parrocchia è venuta in possesso di un alloggio in condominio per lascito ereditario della Signora Maria Antonietta Crotta.

 

Per rispondere alle richieste di aiuto, sempre più pressanti, il parroco e il consiglio pastorale, costituito dai rappresentanti di gruppi e commissioni operativi in parrocchia, hanno ritenuto che questo alloggio possa costituire un "RIFUGIO" per singoli o nuclei familiari, che hanno necessità di superare situazioni di grave difficoltà.

 

La "COMMISSIONE NUOVI STILI DI VITA", costituitasi ad hoc, si pone l'obiettivo di affiancare la parrocchia nella gestione della Casa Rifugio e propone a singoli e famiglie di creare un fondo permanente a sostegno delle spese di manutenzione ordinarie e straordinarie, oneri condominiali, consumi di acqua, gas, luce, assicurazione, tasse ed eventuali altre spese.

 

Per contribuire alla creazione ed alla continuità di questo fondo è possibile versare un contributo libero sul conto corrente della parrocchia:

IBAN IT47P0503430541000000006009

oppure lasciare la propria offerta, in busta chiusa, all'attenzione del parroco, indicando in entrambi i casi la causale: “Casa Rifugio M.A. Crotta – contributo gestione anno 2017”.

 

Attualmente è stata individuata una grande emergenza per i migranti ospitati all'Hotel Eden (confinante con la Parrocchia) che hanno concluso il progetto di prima accoglienza previsto dalla Prefettura e ora si trovano senza casa e senza lavoro pur avendo ottenuto il permesso di soggiorno. Dal mese di luglio 2017, pertanto, la casa ospita quattro giovani richiedenti asilo che hanno il permesso di soggiorno e, sostenuti dall'Associazione “L'Albero della Speranza”, hanno iniziato un tirocinio di tre o sei mesi presso aziende locali.

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Casa Crotta al tempo del Covid-19

Casa Rifugio M.A. Crotta, di proprietà della Parrocchia, nata nel  mese di Luglio 2017, ha dato finora la possibilità ad alcuni giovani migranti con permesso di soggiorno e poche disponibilità economiche,  che si sono alternati, per la capienza massima di quattro persone, di trovare altre sistemazioni in Italia e all’estero o di integrarsi nel nostro territorio.

 

Attualmente la casa è abitata da tre giovani, provenienti rispettivamente da:  Costa D’Avorio, Rep. Centroafricana, Mali. Questi giovani lavorano con contratti temporanei rinnovabili presso aziende operative nella zona di Ivrea. In osservanza delle norme previste dai DPCM per il contenimento del COVID 19, fino a nuove disposizioni, anche queste aziende hanno ridotto o cessato l’attività, di conseguenza Bamba Ibrahim, Houlandji Rock Michael, Traore Diawoye, come tantissime altre persone stanno vivendo questo periodo in isolamento.

 

Ciò premesso, per venire incontro alle difficoltà economiche dei tre ospiti di Casa Crotta, dovute a riduzione di entrate si è deciso,  fino a superamento dell’emergenza,  di sospendere il pagamento del contributo per l’affitto che le persone interessate versano regolarmente tutti i mesi e di dare un aiuto economico per la spesa alimentare.

 

Casa Crotta dispone di un piccolo fondo di accantonamento necessario alla sopravvivenza del progetto, creatosi a suo tempo, con le offerte libere da parte di diverse persone.

 

In questa circostanza straordinaria il “salvadanaio” avrebbe bisogno di essere incrementato.Chi legge questo appello  e volesse destinare un contributo, potrà farlo: 

  • recapitando una busta al parroco, per Casa CROTTA
  • attraverso un bonifico sul conto corrente della Parrocchia di San Lorenzo - IBAN  IT47P0503430541000000006009 evidenziando,  come causale:  “offerta per Casa Rifugio Maria Antonietta CROTTA” 

 

Grazie a tutti quanti vorranno collaborare


Gennaio 2022 - Novità in Casa Crotta

Come sapete la vita in Casa Crotta è in continuo divenire.

Dopo che Michael si è trasferito in via Miniere dove ha potuto finalmente accogliere la sua famiglia,

la Casa accoglie Ibrahim, un ragazzo della Costa d’Avorio, al momento senza un lavoro fisso, che era

rimasto senza casa.


Settembre 2022 - Chi abita casa Crotta

Casa Crotta non si ferma mai.

Dallo scorso Gennaio sono cambiate molte cose.

Brahima a inizio febbraio si è trasferito in Francia per ricongiungersi alla sua famiglia e

ora nella casa abitano tre ragazzi: Diawoye, Ibrahim e Madi.

 

Diawoye, un ragazzo del Mali di 25 anni che lavora con contratto a tempo indeterminato

presso il ristorante La Rava e La Fava, la scorsa estate dopo otto anni è riuscito a tornare

nel suo paese e incontrare la sua famiglia. Così finalmente è riuscito a ottenere il

passaporto, cosa che in Italia, nonostante molti tentativi e viaggi a Roma in ambasciata,

non era riuscito a fare. E la grossa novità è che, durante il suo soggiorno, si è sposato.

Purtroppo al suo ritorno, causa il trasferimento del ristorante in corso Vercelli, si è trovato

per circa due mesi con una notevole riduzione di stipendio, ma in questi giorni il ristorante

sta riaprendo e a poco a poco riuscirà a far fronte a tutte le spese che ha dovuto sostenere

in questi mesi.

 

Ibrahim, un ragazzo della Costa d’Avorio di 40 anni che lavora con contratti a termine

(rinnovati di volta in volta) in un ristorante come lavapiatti tutti i fine settimana e,

saltuariamente, a chiamata. Essendo la persona che passa più tempo in casa, è lui che si

occupa maggiormente della gestione dell’appartamento (pulizie, cucina,…)

 

Cambiamenti in meglio per Madi, un ragazzo del Mali di 23 anni che, seguito sino a

novembre dello scorso anno dalla cooperativa Mary Poppyns, era rimasto senza casa e

lavoro e, inizialmente, era stato accolto e ospitato dall’amico Diawoye. Finalmente dallo

scorso aprile lavora con contratto a tempo indeterminato da apprendista presso l’azienda

di imballaggi Faga a Vische ed è ufficialmente residente nella casa.